...e mettila da parte


L’OCCHIO E LA MANO 


"Gli occhi sono ciechi. Bisogna cercare con ilcuore "
                                                                                     Saint-Exupéry 
          

 Iride. Spirali che diventano coriandoli in un caleidoscopio che sitrasforma in una tavolozza. Bianco di zinco, cinabro, terra di Siena,cocciniglia, lapislazzulo sulla tela, sopra il retablo per offrirci ritratti, paesaggi, nature morte, anamorfosi,autoritratti, trompe l'œil … epoi dai pennelli e dalle spatole alla lanterna magica, alla camera oscura, aldagherrotipo, alla silenziosa sarabanda di ASA, DIN, ISO, diaframma, obiettivo,zoom, esposimetro, otturatore per giungere all’oggi nel regno dei pixel con l’effimero trionfo dei selfie ed il requiem per la Polaroid.
Un qualsiasi dizionario ci indica la differenza tra l’azione delguardare, quella del vedere e quella dell’osservare: « Guardare significarivolgere lo sguardo in una direzione, ma senza essere necessariamente in gradodi notare ciò che rientra nella visuale. Vedere invece significa notarequalcosa di preciso nella visuale del proprio sguardo. Osservare, al pari divedere, significa focalizzare lo sguardo su qualcosa, notare e vedere indettaglio una certa cosa », oppure « L’atto del vedere, del guardare è spontaneo,immediato, generico, non selettivo. Diverso è invece osservare. Elementi checonnotano l’osservazione sono la finalità, l’intenzionalità: una persona cheosserva ha un preciso obiettivo che consiste nella conoscenza e nelladescrizione, il più possibile oggettiva, fedele e completa, di un determinatofenomeno, considerato rilevante e significativo rispetto a particolariinteressi, motivazioni, curiosità. »  


"Una mano aperta per ricevere e donare"
                                                               LeCorbusier, monumento  La Main Ouverte  a Chandigarh 
         

Per farciriflettere, invece, sul vocabolo arte ci viene in aiuto un – altrettantoqualsiasi – dizionario etimologico:  « L'etimologia della parolaarte sembra derivi dalla radice ariana ar- che in sanscritosignifica andare verso, ed insenso traslato, adattare, fare,produrre. Questa radice la ritroviamo nel latino ars, artis. Originariamente,quindi la parola arte aveva un'accezione pratica nel senso di abilità inun'attività produttiva, la capacità di fare armonicamente, in maniera adatta », eccoperché ricorriamo a questo termine per indicare le nostre articolazioni –  gli arti, appunto –  e coloro che utilizzano questi ultimi: gliartigiani e gli artisti.         

Non sono un esegeta e non sono quindi in grado dipresentare come meriterebbe il lavoro di Andrea e Nino, so solo che hannosaputo magistralmente usare i loro doni per la nostra gioia così da rendere –almeno per questa volta – visibile « l’essenziale » dando ascolto alle ultimeparole di Goethe « aprianche l'altra imposta per fare entrare un poco più di luce » e diquesto li ringrazio di cuore. 

                                                                                                                                                 LionelloArchetti-Maestri
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